Covid-19: Principali notizie legali e fiscali

Agg. 21/09/2021
Approvato il DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127 “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”.  

Il Decreto-Legge n. 127 del 21 settembre 2021, ha introdotto l’OBBLIGO, a partire da venerdì 15 ottobre 2021, anche nel settore privato, per “chiunque svolge un’attività lavorativa”, di “POSSEDERE ED ESIBIRE” la certificazione verde Covid-19 (cosiddetto “GREEN PASS”) per accedere al luogo di lavoro in cui effettuala prestazione.

Il Provvedimento è in vigore dal 22/9/2021 ma gli obblighi relativi all’impiego e ai controlli delle certificazioni inizieranno il 15/10/2021 e dureranno fino al 31/12/2021 (salvo proroghe dello stato di emergenza).

Ulteriori dettagli sono disponibili per i Soci ROI (previo login all’area legale e fiscale del sito) nel documento redatto dal nostro consulente legale Avv. Marco Chiesara. 

 

Agg. 29/07/2021
L’esonero contributivo per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps ed i professionisti associati alle Casse private, entra ufficialmente in vigore: è stato, infatti, pubblicato sul sito del ministero del Lavoro il decreto interministeriale che disciplina la misura da 2,5 miliardi di euro.

Per tutte le informazioni relative ai benefici previsti dal presente decreto, potete leggere l’aggiornamento fiscale sottostante pubblicato in data 13 maggio 2021.

 

Agg. 13/05/2021
A seguito dell’attuazione del decreto attuativo del Ministero del Lavoro, vengono emanate le regole per l’accesso all’anno bianco contributivo.

L’esonero dei contributi è riconosciuto ai lavoratori autonomi e ai professionisti, anche iscritti a Casse di previdenza di categoria, nel caso di riduzione di fatturato o corrispettivi nel 2020 pari almeno al 33 per cento rispetto all’anno precedente, e a patto di non superare i 50.000 euro di reddito derivante dall’attività professionale per il 2019.

Sono esonerati dalla verifica circa i requisiti relativi al calo di fatturato i titolari di partita IVA non attivi nel 2019, che quindi hanno avviato l’attività nel corso del 2020.

Tra i requisiti per beneficiare dell’esonero contributivo, il testo del decreto prevede la regolarità contributiva e, in merito all’importo riconosciuto, viene fissato a 3.000 euro il tetto massimo previsto per ciascun beneficiario.

Dopo la pubblicazione del testo del decreto attuativo, saranno l’INPS e le Casse private a dare il via alla fase di presentazione delle domande di accesso all’esonero contributivo.

Il decreto prevede che la domanda di esonero debba essere inviata entro le seguenti scadenze:

  • per gli iscritti INPS, entro il 31 luglio 2021;
  • per i professionisti con Cassa, entro il 31 ottobre 2021.

Per le domande di rimborso, qualora fosse già stata versata una quota dei contributi dovuti, ci sarà invece tempo fino al 30 novembre.

Per quel che riguarda l’importo dell’esonero, il limite è fissato a 3.000 euro annui ma, si legge nel decreto, la percentuale effettivamente spettante è in ogni caso legata al rispetto del limite di spesa e potrebbe essere riparametrata in caso di superamento del plafond disponibile.

Al momento, salvo proroghe, la prima data di scadenza per il versamento delle imposte è il 30.06.2021.

Agg. 09/04/2021

É stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile la legge delega assegno unico figli 2021 che disegna i principi alla base del nuovo strumento a sostegno delle famiglie.
L’assegno mensile verrà riconosciuto per ciascun figlio minorenne a carico dal 7° mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età e le famiglie avranno diritto ad un assegno economico d’importo calcolato in base al valore dell’ISEE.
Per quel che riguarda l’importo, la cifra esatta dell’assegno mensile non è ancora nota, ma si parla di somme da 80 a 250 euro mensili, da calcolare in base all’età del figlio e al valore dell’ISEE del nucleo familiare. Il nodo è rappresentato, come sopra già evidenziato, dalle risorse necessarie.
Per quel che riguarda i requisiti di accesso, l’assegno unico 2021 è riconosciuto in favore di:
  • cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • soggetti tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residenti e domiciliati in con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.
Tra le novità principali dell’assegno unico vi è il carattere di universalità: spetterà anche ai titolari di partita IVA.
I dettagli operativi sul funzionamento dell’assegno unico arriveranno quindi soltanto dopo l’emanazione dei decreti attuativi.
L’obiettivo è di completare il tutto entro il 1° luglio 2021, data entro la quale far partire il nuovo bonus unico ed universale per le famiglie con figli.
 

Agg. 22/03/2021

Di seguito riassumiamo le più importante novità previste dal nuovo Decreto Sostegno, sia in materia fiscale sia sul lavoro, emanato per l’emergenza Covid-19 ed approdato in Gazzetta Ufficiale DL numero 41 del 22 marzo 2021.

A seguito della pubblicazione del provvedimento attuativo all’art. 1 del Decreto Sostegno da parte dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello, le istruzioni e le specifiche tecniche per la domanda che potranno essere presenta dal 30 marzo 2021 on line tramite il cassetto fiscale o da un intermediario abilitato.

nuovi contributi a fondo perduto sono una delle misure più attese, accanto allo stralcio delle cartelle e alla proroga della cassa integrazione Covid, affiancata dal prolungamento del divieto di licenziamento.

Tra le novità principali del testo del Decreto Sostegno c’è il nuovo meccanismo di accesso ai contributi a fondo perduto che non solo conferma una grande novità annunciata già a inizio anno, il superamento dei codici ATECO con l’inclusione anche dei professionisti tra i beneficiari, ma riscrive le regole d’accesso in più punti.

Queste le principali novità relative ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegno:

  • requisito chiave resta il calo di fatturato: il valore determinante scende dal 33 al 30 per cento ma una importante novità è che il contributo spetterà anche senza il calo del fatturato per le partite IVA aperte dal 01 gennaio 2019;
  • la valutazione viene effettuata confrontando il 2020 e il 2019, in particolare si prenderà in considerazione il calo medio mensile;
  • codici ATECO non rappresentano più un elemento rilevante per l’accesso, in questo modo si concede un via libera anche ai professionisti che hanno atteso a lungo di poter essere inclusi in questo meccanismo di aiuti;
  • cresce il limite di ricavi e compensi entro il quale è possibile richiedere l’aiuto: passa da 5 a 10 milioni di euro;
  • si definisce una nuova modalità di calcolo dell’importo che, pure, per quanto riguarda il valore minimo e massimo dovrebbe rimanere lo stesso (da un minimo di 1.000 o 2.000 euro in base alla tipologia di soggetti fino a 150.000 euro). Le novità riguardano gli scaglioni di riferimento per determinare, in base alla perdita, la somma a cui si ha diritto;
  • cambia anche la modalità di utilizzo degli importi: accanto al pagamento diretto si aggiunge la possibilità di utilizzare le somma in compensazione tramite modello F24.

Di seguito le percentuali per il calcolo del contributo a fondo perduto in base ai ricavi e compensi.

Percentuale di calcolo dell’importo del contributo a fondo perduto Ricavi e compensi di imprese e professionisti
60 per cento della perdita fino a 100 mila euro
50 per cento della perdita tra 100 mila e 400 mila euro
40 per cento della perdita tra 400 mila euro e 1 milione di euro
30 per cento della perdita tra un milione e 5 milioni di euro
20 per cento della perdita tra 5 e 10 milioni di euro

Il Decreto Sostegno, inoltre, porta con sé una nuova pace fiscale, articolata su due filoni principali:

  • lo stralcio dei debiti emessi dal 2000 al 2010, esclusivamente per i contribuenti con redditi fino a 30.000 euro. Saranno cancellati in automatico i debiti fino a 5.000 euro, secondo lo schema già adottato con il decreto legge n. 119/2018, senza adempimenti da parte dei contribuenti;
  • la definizione agevolata degli avvisi bonari relativi al 2017 e al 2018 rivolta alle partite IVA che, a causa dell’emergenza Covid, hanno perso più del 33 per cento del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019. Sarà l’Agenzia delle Entrate ad inviare la proposta di sanatoria al contribuente, con l’importo dovuto al netto di sanzioni e somme aggiuntive.
  • Come già successo in precedenza con gli altri provvedimenti emergenziali, il Decreto Sostegno riscriverà il calendario fiscale.

Un riepilogo in tabella:

Oggetto della proroga Data di scadenza prevista Termine prorogato
Rate rottamazione ter scadute e saldo e stralcio 1° marzo 2021 31 luglio per quelle scadute nel 2020, 30 novembre per quelle scadute nel 2021
Trasmissione telematica Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate 16 marzo 2021 31 marzo 2021
Consegna Certificazione Unica ai percipienti 16 marzo 2021 31 marzo 2021
Messa a disposizione della dichiarazione precompilata 30 aprile 2021 10 maggio 2021


Sospensione
 dell’attività di riscossione, fino al 30 aprile, ovvero data di termine dello stato di emergenza.

Trova spazio nel decreto Sostegni anche l’accordo sulla riforma della riscossione: a regime, i crediti non recuperati entro cinque anni dalla data di affidamento all’Agenzia delle Entrate Riscossione diventeranno inesigibili, ma solo qualora non siano state avviate procedure esecutive o non siano state accordate proposte di definizione agevolata.

Passando al fronte lavoro, particolari novità riguardano due misure chiave introdotte dall’inizio dell’emergenza:

  • una conferma della cassa integrazione per coronavirus: attualmente è accessibile fino al 31 marzo 2021 e fino al 30 giugno solo per CIG in deroga e assegno ordinario. La durata si allunga rispettivamente fino al 30 giugno e fino al 31 dicembre;
  • conferma del blocco licenziamenti attualmente la scadenza è sempre fissata al 31 marzo 2021. La proroga segue due tempi:
  • fino al 30 giugno 2021 in maniera generalizzata;
  • dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021 il divieto di procedere con i licenziamenti si lega alla fruizione della CIG Covid.

Infine Il decreto Sostegni ha previsto un’indennità per lavoratori atipici, Liberi Professionisti, autonomi iscritti alle gestioni INPS e titolari di partita IVA di 3.000 euro. Si tratta di un indennizzo di 1.000 euro al mese, per il primo trimestre 2021 – gennaio, febbraio marzo – dedicato a tutti i titolari di partita IVA.

Per il primo trimestre, dunque, si tratta di un «sostegno» di 3 mila euro.

In merito a questo punto siamo in attesa del provvedimento da parte dell’INPS con le istruzioni per poter accedere a questo sostegno.

Decontribuzione autonomi: Per i lavoratori autonomi il Decreto ha previsto un rifinanziamento di 1,5 miliardi di euro del Fondo per la decontribuzione per sovvenzionare l’esonero dei contributi previdenziali dovuti da lavoratori autonomi e professionisti che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e subito un calo del fatturato nell’anno 2020 non inferiore al 33%. Beneficiari della misura saranno gli iscritti alla gestione separata dell’INPS, gli associati agli Enti di previdenza privati e privatizzati e gli iscritti alle gestioni autonome dell’INPS.

Buon lavoro

Francesco Paolo Viglione
Dottore Commercialista – Consulente ROI

 

Agg. 10/01/2021
Sono due le importanti novità sono state introdotte nella finanziaria 2021 per i lavoratori autonomi:
– un esonero parziale dei contributi previdenziali del 2021;
– una cassa integrazione (CIG) per le partite IVA iscritte alla gestione separata.

1) Quello che è stato definito come l’“anno bianco fiscale” delle partite IVA, si traduce in un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali dovuti nel 2021.
I destinatari dello sconto sui contributi previdenziali sono le partite IVA fino a 50.000 euro di reddito complessivo, riferito al 2019, e che nel 2020 hanno subito una riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33%.
I beneficiari della misura sono:

  • i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS;
  • i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

Dall’esonero restano in ogni caso esclusi i premi dovuti all’INAIL.
Il compito di definire criteri e modalità di accesso all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali spetterà al Ministro del Lavoro e al Ministero dell’Economia.
La Legge di Bilancio 2021 prevede la necessità di un decreto attuativo, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Manovra.

2) La seconda novità per le partite iva iscritte alla Gestione Separata Inps è una cassa integrazione per il triennio 2021-2023.
Ecco come funziona e quali sono i requisiti per ottenere l’indennità.
L’Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa è riconosciuta ai titolari di partita IVA iscritti alla Gestione separata INPS in possesso di determinati requisiti.
La Cassa Integrazione per gli autonomi prevede un assegno mensile erogato dall’INPS, per un importo che va da un minimo di 250 fino ad un massimo di 800 euro. Ad averne diritto sono le partite IVA che hanno subito perdite del 50% rispetto ai tre anni precedenti, con reddito inferiore a 8.145 euro.
L’assegno viene corrisposto ai lavoratori autonomi ed ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i quali non rientrino in altri regimi pensionistici obbligatori di base facenti capo ad altre gestioni dell’INPS o ad altri enti, pubblici o privati.
La domanda, in cui sono autocertificati i redditi prodotti per gli anni di interesse, deve essere presentata dal lavoratore all’INPS in via telematica entro la scadenza del 31 ottobre di ogni anno.
La CIG autonomi può essere richiesta dal 2021 al 2023 una sola volta nell’arco del triennio.
Si ricorda che anche in questo caso per l’avvio dell’ISCRO è necessaria l’emanazione di decreti ministeriali e provvedimenti dell’INPS.

Vi terremo aggiornati nel merito.

Decreto Ristori (agg. 28/10/2020)
A seguito dell’approvazione del nuovo Decreto Ristoro è stato previsto un contributo che è però limitato solo ad un elenco specifico di codici Ateco particolarmente colpiti dal DPCM del 24/10/2020 (lockdown soft) tra i quali non rientrano gli Osteopati. Il decreto ha prorogato il credito per le locazione ad uso commerciale per i mesi di ottobre, novembre e dicembre ed infine ha previsto un contributo Inps per i lavoratori autonomi per lo sport e spettacolo.

Decreto Rilancio: indennità Maggio 2020 (agg. 19/6/2020)
Cari Soci #ROI, da qualche giorno è possibile trasmettere all’INPS la domanda di Indennità COVID-19 per il mese di Maggio 2020, prevista dal Decreto Rilancio.

Se rientrate tra coloro che hanno diritto ai 1.000 € di bonus, potete trovare tutte le istruzioni per l’inoltro nell’area soci (per accedervi è quindi necessario essere loggati) del sito, sezione “Approfondimenti”.

 

Decreto “Cura Italia” (agg. 16/04/2020)
Care colleghe, cari colleghi,
da ieri, 15 aprile, l’INPS ha cominciato ad accreditare il bonus di 600 € sui conti correnti dei contribuenti che ne hanno fatto richiesta. La procedura, relativa al bonus per il mese di marzo, continuerà fino a fine mese.

Aggiornamento del 31/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
di seguito tutte le indicazioni forniteci dal nostro consulente fiscale Dott. Francesco Paolo Viglione, che dovete seguire per inoltrare all’INPS la richiesta del bonus di 600 € per il Covid-19.

  • Il bonus di 600 € per il mese di Marzo (vi terremo informati sull’estensione ai prossimi mesi) può essere richiesto, tra gli altri, dai professionisti con partita IVA;
  • Per gli iscritti alla gestione separata dell’INPS non sono previsti limiti legati a scaglioni di reddito (come invece previsto per le casse previdenziali autonome);
  • Per attivare la procedura per il bonus è necessario disporre di un sistema di autenticazione: PIN, SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
  • Il sistema più semplice è quello di accedere alla procedura con Codice Fiscale e PIN che può essere richiesto all’INPS on-line  o tramite Call Center;
  • Verrà rilasciato immediatamente un PIN semplificato formato da 8 caratteri (lettere e numeri) che sarà sufficiente a richiedere il bonus, non dovendo attendere per queste procedure legate all’emergenza Covid-19 l’altra parte del PIN che viene spedito al domicilio;
  • Il bonus potrà essere richiesto a partire da domani 1° Aprile e nei giorni successivi collegandosi direttamente al portale dell’INPS.
    Qui il link diretto all’autenticazione.
  • In previsione del rallentamento del sito previsto per domani l’INPS ha dato la possibilità di presentare la domanda tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente), oppure al numero 06 164164 da rete mobile, comunicando all’operatore del Contact Center la sola prima parte del PIN (procedura semplificata).

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.

Aggiornamento del 28/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
come ulteriore aggiornamento delle istruzioni per il Bonus di 600 euro l’INPS rende noto che la procedura per la presentazione della domanda sarà attiva dal 1° Aprile (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/home.htm).
Una voltra entrati nel sito INPS con le vostre credenziali, inserendo codice fiscale e PIN, cercate nella barra menu in alto del sito “Pretsazioni a sostegno del reddito”, cliccate nel Servizio “Domanda per prestazioni a sostegno del reddito”.
A questo punto cliccate su “Indennità COVID-19” e successivamente su “Invio domanda” dopo aver compilato tutti i dati personali siete pronti per l’INVIO. Qui il link diretto all’autenticazione.

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.

Aggiornamento del 26/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
con il messaggio numero 1381 di oggi 26 marzo 2020, l’INPS ha reso note le procedure di accesso ai servizi web finalizzati a fare domanda per l’ottenimento del bonus di 600 euro per le partite IVA.
Si potrà fare domanda in due modi:

  • procedura ordinaria, nel caso in cui il cittadino sia munito di PIN dispositivo, SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi;
  • procedura semplificata, nel caso in cui si sia sprovvisti degli strumenti previsti per la procedura ordinaria.

La prima procedura prevista per fare domanda per il bonus 600 euro è quella ordinaria.
In questo caso l’accesso al sito INPS e la presentazione della domanda potranno avvenire attraverso:

  • PIN dispositivo rilasciato dall’Inps (per alcune attività semplici di consultazione o gestione è sufficiente un PIN ordinario);
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Chi è in possesso di una qualsiasi delle elencate credenziali, potrà utilizzarle anche per l’inoltro delle nuove domande di prestazione introdotte dal decreto in oggetto.
La modalità semplificata consente ai cittadini di compilare e inviare le specifiche domande di servizio, previo inserimento della sola prima parte del PIN, ricevuto.
Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center, per la validazione della richiesta, al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile).
L’INPS comunica, infatti, che a breve verrà rilasciata una nuova procedura di emissione del PIN con il riconoscimento a distanza, gestita dal Contact Center, che consentirà ai cittadini di ottenere, in un unico processo da remoto, un nuovo PIN con funzioni dispositive senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del PIN che ordinariamente venivano spediti tramite il servizio postale.
L’INPS conclude, infine, comunicando che maggiori dettagli operativi e la data di avvio del servizio verranno forniti con un successivo messaggio.

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.

Aggiornamento del 23/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
vi trasmettiamo di seguito l’aggiornamento ad oggi circa le indicazioni utili riguardanti le modalità di richiesta dell’indennità prevista dal decreto “Cura Italia” per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS.

  • La conversione del PIN ON LINE in PIN DISPOSITIVO è indispensabile per poter procedere all’invio dei moduli online per la richiesta dell’indennità dei 600 euro per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.
    Per procedere alla conversione PIN, è necessario compilare direttamente online, sempre dal sito INPS: https://serviziweb2.inps.it/PassiWeb/jsp/login.jsp?uri=https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/convertiPIN.do?S%3DS&S=S, il modulo di richiesta che va scansionato insieme al documento di riconoscimento, in un unico file della grandezza massima di 1 MB e inviato all’INPS.L’utente riceverà la conversione del PIN in DISPOSITIVO mediante l’invio di una mail o SMS.Chi accede al cassetto previdenziale tramite lo SPID (sistema pubblico di identità digitale) è già pronto per la richiesta dell’indennità, ma il sistema deve ancora essere implementato con le procedure.

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.

Aggiornamento del 20/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
vi trasmettiamo di seguito l’aggiornamento ad oggi circa le indicazioni utili riguardanti le modalità di richiesta dell’indennità prevista dal decreto “Cura Italia” per i lavoratori autonomi.

  • I lavoratori autonomi potranno richiedere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia” se iscritti alla gestione separata INPS e se in possesso del Pin INPS. In alternativa, è possibile accedere al portale INPS tramite autenticazione SPID o carta nazionale dei servizi già precedentemente abilitata.L’ipotesi di un “clik day” avanzata dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico preoccupato per potenziale insufficienza di risorse, è stata successivamente smentita dal Governo che ha assicurato che se le risorse stanziate non fossero sufficienti saranno integrate.

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.

Aggiornamento del 19/03/2020

Care colleghe, cari colleghi,
vi trasmettiamo di seguito alcune indicazioni utili riguardanti le modalità di richiesta dell’indennità prevista dal decreto “Cura Italia” per i lavoratori autonomi.

  • Buongiorno,
    per richiedere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia” a favore dei lavoratori autonomi, l’INPS sta pensando a un “click day”.
    Entro questa settimana dovrebbe arrivare una circolare con cui verranno spiegate le modalità per richiedere il contributo, che è rivolto a una platea di oltre 4,8 milioni di soggetti.In attesa della circolare esplicativa, vi anticipo che la domanda per l’indennità si potrà inoltrare solo avendo a disposizione il Pin INPS. È inoltre possibile accedere al portale INPS tramite autenticazione SPID.La procedura per il pagamento, invece, sarà semplificata. Di conseguenza, si prevedono tempi abbastanza brevi per l’erogazione delle indennità: i primi accrediti potrebbero esserci già ad aprile. Si ricorda che si tratta di un’indennità non tassabile e non considerata come una tantum, per cui potrebbe essere rifinanziata per aprile, ammesso che ci siano le risorse necessarie per coprire la misura.Tornando al click day, quest’ultimo, ha lasciato intendere Tridico (Presidente INPS), potrebbe essere necessario perché le risorse stanziate dal decreto (2,16 miliardi) sono limitate. Di conseguenza, si darà precedenza alle domande arrivate prima e, una volta raggiunto il limite di spesa, non ne verranno accettate altre.Quindi la presente è per comunicarvi che per chi non ha le credenziali del Cassetto Previdenziale di attivarsi con la richiesta del PIN on line attraverso il sito dell’INPS: https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/jsp/menu.jsp, oppure attraverso il supporto tecnico sempre indicato dal sito.
    Purtroppo è un codice personale e lo dovete chiedere voi personalmente.
    Francesco Paolo Viglione
    Dottore Commercialista – Consulente ROI

Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e vi salutiamo cordialmente.