LETTERA DAL PRESIDENTE
Un nuovo inizio.
Carissime e carissimi,
si è concluso anche l’ultimo passaggio del percorso che ha portato al riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria. Un traguardo importante, atteso da molti anni, che oggi possiamo finalmente celebrare insieme.
L’approvazione del decreto sulle equipollenze è un passaggio storico che chiude una battaglia iniziata molti anni fa grazie all’impegno di una comunità che ha strenuamente difeso la propria professione e non ha mai smesso di credere nel proprio futuro. Un risultato che restituisce pieno valore al lavoro, alla formazione e alla competenza di migliaia di osteopati che hanno contribuito alla crescita dell’osteopatia italiana.
Questo decreto non è soltanto un atto normativo. È la conferma istituzionale di un’identità professionale che abbiamo difeso e costruito insieme nel tempo. Senza questo passaggio avremmo rischiato di disperdere un patrimonio di competenze, esperienze e cultura professionale che rappresenta la vera ricchezza dell’osteopatia nel nostro Paese.
Ora si apre una fase nuova e altrettanto importante. Davanti a noi c’è il percorso che porterà alla costituzione degli elenchi speciali e successivamente all’Albo professionale. Sarà una transizione delicata, che richiederà attenzione, competenza e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. La Federazione nazionale sarà chiamata a valutare percorsi professionali e formativi spesso eterogenei; per questo, il contributo del ROI e delle altre associazioni professionali, dell’AISO e delle altre scuole di osteopatia sarà fondamentale.
Come potete immaginare, in queste settimane stiamo ricevendo numerose richieste di chiarimento. Comprendiamo pienamente le vostre aspettative e l’esigenza di avere risposte rapide. Il nostro impegno, però, resta quello che ci ha sempre guidato in questi anni: fornire informazioni certe, verificate e ufficiali. Siamo in costante contatto con la Federazione che sta definendo le procedure operative da seguire e sulle quali vi aggiorneremo tempestivamente.
Il decreto sulle equipollenze ci affida anche una responsabilità importante: contribuire a costruire il futuro della professione all’interno del sistema sanitario. L’ingresso dell’osteopatia nei contesti della sanità pubblica, la collaborazione con le altre professioni sanitarie e il contributo che possiamo offrire nell’ambito della prevenzione, della promozione della salute e della gestione della cronicità rappresentano le prossime sfide che ci attendono.
In questo senso il Congresso di Roma ha rappresentato un importante punto di arrivo e, allo stesso tempo, un segnale incoraggiante per il futuro. Da un lato abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con le altre professioni sanitarie, sia sul piano istituzionale sia aprendo nuove e concrete prospettive di collaborazione. Dall’altro, le relazioni e i workshop hanno confermato ancora una volta la qualità della proposta scientifica e formativa del ROI e la vitalità di una comunità professionale che continua a crescere e ad evolversi.
Abbiamo ancora molto da costruire. Siamo chiamati a custodire l’identità e i valori che hanno caratterizzato la tradizione osteopatica, aprendoci sempre di più alla ricerca, all’università e alla produzione di evidenze scientifiche. Non si tratta di scegliere tra tradizione e innovazione, ma di farle dialogare, affinché il patrimonio culturale dell’osteopatia possa continuare a crescere, evolversi e rafforzarsi nel tempo.
Oggi possiamo guardare con orgoglio alla strada percorsa. Da domani dovremo guardare con determinazione e fiducia quella che ci attende.
Grazie per aver condiviso questo lungo cammino. I risultati che celebriamo oggi sono il risultato dell’impegno, della passione e della dedizione di tutta la nostra comunità e appartengono a tutti voi.
Con affetto,
Mauro Longobardi, Presidente ROI
Estratto dalla Newsletter del 30.05.2026