Profilo professionale dell’osteopata

La norma CEN EN 16686, approvata il 30 aprile 2015, è lo standard europeo che ha definito profilo, competenze e ambiti di intervento dell’osteopata, servendo come riferimento comune nei Paesi dove la professione non era ancora regolamentata.

In Italia, prima del riconoscimento come professione sanitaria (Legge 3/2018 e successivi decreti attuativi), la norma CEN EN 16686 è stata spesso usata come riferimento da scuole, associazioni e istituzioni per definire standard di formazione e ambiti di intervento. Con il riconoscimento ufficiale dell’osteopatia come professione sanitaria in Italia, la norma CEN non ha più un ruolo centrale nella formazione, perché prevalgono i percorsi universitari definiti dal Ministero.

Nel DPR 131/2021, è stato definito il profilo professionale dell’osteopata, che descrive le attività svolte:

L’osteopata è il professionista sanitario, in possesso di laurea triennale universitaria abilitante o di titolo equipollente e dell’iscrizione all’albo professionale, che svolge, in via autonoma o in collaborazione con altre figure sanitarie, interventi di prevenzione e di mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie, nell’ambito dell’apparato muscoloscheletrico. In riferimento alla diagnosi di competenza medica e all’indicazione al trattamento osteopatico, dopo aver interpretato i dati clinici, il laureato in osteopatia riconosce l’indicazione o la controindicazione al trattamento osteopatico ed effettua la valutazione osteopatica attraverso l’osservazione, la palpazione percettiva e i test osteopatici per individuare la presenza di segni clinici delle disfunzioni somatiche del sistema muscolo scheletrico. Egli pianifica il trattamento osteopatico e predispone modalità di trattamento selezionando approcci e tecniche osteopatiche esclusivamente manuali, non invasive, ed esterne, adeguate al paziente ed al contesto clinico; esegue, in sicurezza e nel rispetto della dignità e della sensibilità del paziente, il trattamento manipolativo osteopatico attraverso tecniche specifiche e selezionate per il singolo paziente; valuta gli esiti del trattamento osteopatico, ne verifica l’appropriatezza e pianifica il follow-up condividendoli con il paziente, con eventuali caregiver e con altri professionisti sanitari; al fine di prevenire alterazioni dell’apparato muscolo scheletrico, promuove azioni educative verso il soggetto in trattamento, verso la famiglia e la collettività; educa il paziente nelle abilità di autogestione dell’organismo e ne pianifica il percorso educativo anche in collaborazione con altri professionisti; a fine trattamento verifica le rispondenze tra metodologia attuata e gli obiettivi di recupero funzionale riabilitativo e psicosociale; reindirizza il paziente al medico inviante quando i sintomi persistono oltre i tempi previsti o peggiorano. Svolge l’attività professionale, di ricerca, di formazione, di autoformazione e di consulenza, nelle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private ove siano richieste le sue competenze professionali, in regime di dipendenza o libero-professionale”.

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